Donnerstag, 9. April 2009

Photography as a medium in mental health and in rehabilitation processes

I was invited to collaborate at the conference from Dr. Carmine Parrella:

La fotografia come medium nei processi riabilitativi e nella salute mentale
- photography as a medium in mental health and in rehabilitation processes


I showed the work and explained my point of view, as a photographer, on three authors from our Phototherapy group in Lucca:
Qui ho scelto tre autori con visioni molto diverse. Gli esempi che porto fanno parte di un libro, ancora da complettare, sulle fotografie prodotte dal gruppo nel 2007/2008.


Guglielmo –
… scelgie soggetti che stanno per armonia, calore e la ricerca di una natura rassicurante nella sua perfezione. Per esempio la coppia di cigni, il Gesú Bambino.
Spesso, al secondo sguardo, queste immagini diventano ambigue - il pagliaccio sembra allegro o triste? I cigni sono maiestosi o rinfreddoliti sotto la pioggia?
I suoi ritratti sono messe in scena, persone che conosce inseriti in un contesto teatrale e divertente.Il suo approccio alla fotografia avviene con leggerezza . Guglielmo non vuole disturbare. Osserva con grande attenzione, ma non cerca di interferire con le situazioni. A volte mi sembra che si nasconda dietro la macchina fotografica, ma anche che gli dia il corraggio per incontrare il mondo.Infatto é fiero della foto che ha fatto in prima fila in campagna elettorale testimonia un momento pieno di partecipazione.

Cristian –
... documenta i vari aspetti della vita quotidiana - io vedo una forte volontá di raccontare la vitalitá e la tenerezza attraverso le sue fotografie. Il ragazzo in volo con il suo skate board, o la giovane attrice in pausa davanti alla cinepresa con il cellulare in mano, sono due modi diversi per “cogliere l'attimo” seguendo la filosofia del grande Cartier Bresson.

Osserva di sbieco personaggi solitari e occupati nel proprio mondo, a leggere un libro, scrivere un diario, sbucciare I fagioli.Coglie atmosfere di luci romantiche -
Altre volte usa la macchina fotografica come chiave di accesso a situazioni comunicative, parla con le persone mentre fa dei ritratti.In altre foto esperimenta tagli e prospettive inusuali.

Maria Grazia –
raccoglie immagini, frammenti di realtà quotidiana. Pezzi che attirano la sua attenzione, toccano un tasto, come I suoni di un pianoforte. Lei li raccoglie e noi li guardiamo come I pezzi di un puzzle che racconta una storia ricca, giocosa, non lineare, una storia fatta di allusioni e riflessioni.

Il suo linguaggio fotografico varia da composizioni con spazi complessi a prospettive che ci danno la sensazione di sbirciare scene nascoste, a close up corraggiosi con tagli inconsueti.guarda il mondo pieno di curiositá usando l 'obbiettivo per scoprire simboli, forme e personalitá. Quei rami tagliati vogliono forse dirci qualcosa di inquietante? Le sue fotografie non danno mai risposte precise, ma provocano domande e riflessioni .

Mariagrazia è coscente del credo di Wim Wenders, regista tedesco che diceva nel suo libro UNA VOLTA:

“La macchina fotografica davanti scatta una fotografia,
e dietro traccia una silhuette dell'animo del fotografo.
Vede perciò davanti il suo oggetto,
e dietro il motivo per cui questo oggetto doveva essere fissato.
Mostra LE COSE e IL DESIDERIO di esse. “



This event was part of the cycle of conferences: AUTOFOCUS
Autoritratto fotografico tra arte e fototerapia - the selfportrait between art and phototherapy
curated by Prof. Stefano Ferrari
Un ciclo di incontri con le figure chiave dell’arte e della psicologia per indagare la fotografia come mezzo espressivo e come supporto per la terapia e la costruzione del sé.

organized by:

INTERNATIONAL ASSOCIATION FOR ART AND PSYCHOLOGY
– SEZIONE DI BOLOGNA

Fondata nel 2000, su iniziativa di Graziella Magherini, psichiatra e psicoanalista e sua attuale presidente, la International Association for Art and Psychology (IAAP) comprende psicologi, psicoanalisti, storici dell’arte, filosofi e docenti: ha lo scopo di promuovere gli studi sui rapporti tra psicologia e arte – sia dal punto di vista della creazione sia da quello della fruizione artistica.
Nel giugno 2007 si è ufficialmente costituita la Sezione Emilia-Romagna, che ha sede presso il Dipartimento delle Arti Visive dell’Università di Bologna ed è particolarmente attiva nell’ambito dell’arte- e della foto-terapia, nelle ricerche sulle arti irregolari, nell’educazione estetica e nello studio delle relazioni tra psicoanalisi e letteratura
PRESIDENTE DELLA SEZIONE DI BOLOGNA : STEFANO FERRARI
COORDINATORI : MAURIZIO GIUFFREDI CHIARA TARTARINI SARA UGOLINI
http://www.artepsicologia.com/ http://www.psicoart.unibo.it/

where: Bologna, Italy, march 24th 2009.